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E-Procurement: Consip accelera a 17,4 miliardi e riscrive le regole delle gare ICT

Il primo semestre 2026 segna un +12% di spesa intermediata. Ma la vera rivoluzione per gli addetti ai lavori è l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale e di nuovi modelli di gara adattivi


Di fronte a uno scenario macroeconomico in cui le catene di fornitura globali dettano ritmi e costi imprevedibili, il public procurement italiano risponde con un deciso cambio di passo. I risultati del primo semestre 2026 presentati da Consip non sono soltanto un bollettino di (ottime) performance numeriche, ma tracciano le linee guida di un’evoluzione strutturale per tutte le Stazioni Appaltanti.

Con 17,4 miliardi di euro di spesa intermediata al 30 giugno (+12% rispetto allo stesso periodo del 2025) e 52 procedure pubblicate per un valore bandito di 18,2 miliardi di euro (+24%), la Centrale di Committenza Nazionale conferma la robustezza del Piano Industriale 2026-2029. Come sottolineato dall’Amministratore Delegato Marco Reggiani, il target di fine anno (34 miliardi intermediati e 132 gare) appare pienamente a portata di mano.

Il trionfo degli strumenti telematici di negoziazione

Per chi opera quotidianamente nel settore degli appalti, il dato più significativo riguarda le modalità di spesa. Si consolida l'assoluta predominanza dei mercati digitali: MePA, SdaPA e Gare in ASP assorbono quasi due terzi dei volumi (65%), generando acquisti per 11,2 miliardi di euro (+14%). Il restante 35% transita per i tradizionali contratti "pronti all'uso" (Convenzioni e Accordi Quadro), che valgono comunque 6,2 miliardi.

Questa polarizzazione dimostra che le Amministrazioni stanno interiorizzando la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti, spingendo Consip verso un obiettivo di lungo termine ambizioso: intercettare entro il 2030 ben un terzo dei 185 miliardi di euro della spesa pubblica complessiva di riferimento.

La sfida dell'innovazione: contratti a risultato, BIM e AI agentica

Analizzando gli indicatori di qualità delle pubblicazioni, emergono segnali interessanti per i RUP e gli operatori economici: un terzo delle nuove gare (18 iniziative) si basa su format innovativi, integrando contratti a risultato e nuovi criteri di premialità. Cruciale, in questo senso, la pubblicazione a giugno della prima gara per servizi di architettura e ingegneria strutturata nativamente in BIM (Building Information Modelling), un passaggio fondamentale per l'ottimizzazione della progettazione pubblica.

Tuttavia, l'innovazione non riguarda solo l'oggetto dell'appalto, ma il processo stesso. Consip ha infatti completato la prima fase di un programma di up-skilling dedicato all'orchestrazione degli agenti AI (Intelligenza Artificiale agentica). Si tratta di un'avanguardia assoluta nel panorama della PA, destinata a supportare le risorse umane velocizzando istruttorie e processi decisionali complessi. L'interoperabilità dei dati è stata inoltre blindata dal recente Protocollo siglato il 17 giugno con ANAC e MEF, un asse strategico per garantire trasparenza e circolarità delle informazioni.

Nuovi paradigmi per l'ICT

La vera "notizia nella notizia", che impatterà fortemente sulle dinamiche di mercato del secondo semestre, è l'annuncio di nuovi modelli di gara per il settore ICT.

Le tradizionali procedure a lungo termine mostrano spesso il fianco di fronte alla volatilità dei prezzi tecnologici e alle interruzioni della supply chain. Per ovviare a questo stallo, Consip sta implementando soluzioni di acquisto flessibili che posticipano e avvicinano il confronto competitivo al momento effettivo dell'ordinativo. Un approccio dinamico, nato dai tavoli tecnici con gli operatori economici, che permetterà di adattare rapidamente i contratti all'effettiva disponibilità dei prodotti e alle fluttuazioni di mercato, garantendo alle PA di coniugare il rispetto dell'evidenza pubblica con la necessaria sostenibilità economica ed efficacia dell'approvvigionamento.