Cantieri del Futuro: Consip lancia la Svolta BIM per le Opere Pubbliche
Dalle nuove figure professionali sul MePA all'Accordo Quadro da 58 milioni: ecco come l’Italia si prepara alla rivoluzione digitale per i lavori pubblici
news del 02/07/2026Il mondo delle opere pubbliche in Italia sta per cambiare pelle, e il motore di questa trasformazione ha un nome preciso: BIM (Building Information Modeling). Consip ha messo in campo una nuova serie di strumenti strategici per accompagnare la Pubblica Amministrazione in questa transizione che, dal 1° gennaio 2025, prevede l'adozione di processi digitali di progettazione, realizzazione e gestione delle opere pubbliche.
Non solo software, ma competenze specializzate
La vera novità non risiede solo nella tecnologia, ma nelle persone. Consip ha infatti attivato sul MePA (Mercato Elettronico della PA) la nuova categoria “Figure professionali BIM”. Le Amministrazioni potranno ora contrattualizzare esperti certificati secondo la norma UNI 11337-7, figure chiave per garantire la qualità e l'efficienza dei processi:
BIM Specialist: l’anima operativa della modellazione digitale.
BIM Coordinator: il garante dell’integrazione dei dati.
BIM Manager: il regista strategico dell’intero processo.
CDE Manager: il custode dell’ambiente di condivisione dei dati.
Un supporto da 58 milioni di euro
Per semplificare ulteriormente l’accesso a questi servizi, è stata lanciata una gara basata su un Accordo Quadro dal valore complessivo di 58 milioni di euro. Suddiviso in 11 lotti geografici e con una durata di 24 mesi, lo strumento è pensato come una soluzione “pronta all'uso” per affiancare i Responsabili Unici del Procedimento (RUP) nella gestione tecnica dei progetti, dalla progettazione fino al collaudo.
Perché il BIM è diventato indispensabile?
L’obiettivo è chiaro: garantire trasparenza, ridurre i costi imprevisti e ottimizzare l’intero ciclo di vita dell’opera. Gli strumenti messi a punto da Consip saranno fondamentali per gestire gli obblighi normativi che riguarderanno:
Nuove opere sopra i 2 milioni di euro.
Interventi su edifici esistenti e beni vincolati oltre la soglia comunitaria.
Manutenzioni ordinarie e straordinarie su opere già digitalizzate.
La digitalizzazione dei cantieri non è più una scelta, ma una necessità per un’Italia più moderna ed efficiente.

